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Domande frequenti

I sintomi tipici delle emorroidi comprendono prurito, irritazione e bruciore anale e perianale (sempre presenti sia quando l’emorroide è interna sia quando è esterna); dolore (soprattutto quando si va in bagno e, se l’emorroide è esterna, in caso di contatto); perdite di sangue; sensazione di evacuazione incompleta e di ingombro anale.

La predisposizione a sviluppare emorroidi tende a essere maggiore in alcune famiglie rispetto ad altre e ciò depone a favore dell’esistenza di un’ereditarietà su base genetica, molto probabilmente di tipo multifattoriale (ossia non riferibile a un singolo gene alterato). Tuttavia, la reale probabilità di essere interessati dalla patologia dipende fortemente dallo stile vita, in particolare dall’alimentazione, dall’attività fisica e dal consumo di alcolici e di alcune tipologie di farmaci. Quindi, seguendo uno stile di vita sano si può ridurre notevolmente il rischio di emorroidi, a prescindere dalla genetica.

Lo specialista che si occupa di emorroidi è il proctologo, che può esercitare privatamente o nell’ambito di strutture ospedaliere. In base alla sua valutazione della gravità della situazione (stadio della patologia emorroidaria) e dei sintomi presenti potrà proporre il rimedio più appropriato al caso specifico tra le molte disponibili. Di norma, l’intervento chirurgico è proposto soltanto per emorroidi di III e IV grado.

Sì, la gravidanza può aumentare la probabilità di andare incontro a emorroidi, sia per ragioni legate ai cambiamenti ormonali caratteristici di questa condizione (che influiscono sul tono dei vasi sanguigni) sia per gli effetti che essa ha sullo stile di vita (cambiamento delle abitudini alimentari, riduzione dell’attività fisica) e la funzionalità intestinale (maggior tendenza alla stitichezza, pressione del feto sugli organi addominali e pelvici).

La comparsa delle emorroidi è promossa dalla sedentarietà, quindi per prevenirle è importante muoversi regolarmente. Questa indicazione vale anche quando sono già presenti i sintomi, ma soltanto a patto di evitare sforzi eccessivi, soprattutto a livello addominale e pelvico (sollevamento pesi, body building ecc.), e attività che impongano stress specifici a livello della regione anale (ciclismo, equitazione, canottaggio ecc.).